Passa ai contenuti principali

POMPE DI CALORE PER IL RISCALDAMENTO INVERNALE, QUANTO E QUANDO CONVENGONO?

Consideriamo il classico caso di un appartamento di 150 mq, dotato di un impianto di riscaldamento autonomo con tubazioni in rame scarsamente isolate e radiatori in ghisa, della potenza nominale complessiva di 12 kw.


Ipotizziamo un periodo di accensione del riscaldamento invernale di circa 8 ore al giorno, dal mese di novembre al mese di marzo.

La richiesta di energia per il riscaldamento annuale risulterà pari a circa (8h x 12 kw x 150 gg =) 14.400 kwh/anno; in realtà tale valore deve essere maggiorato per le perdite di calore relative all’impianto; considerando le sole perdite a valle del generatore, ovvero quelle relative al sistema di distribuzione (0.96), di emissione (0.94) e di regolazione (0.96), risulta che l’energia complessiva richiesta dall’impianto è pari a circa 16.420 kwh/anno.

GENERATORE DI CALORE CALDAIA A GAS METANO A CONDENSAZIONE.

Nell’ipotesi di avere un generatore costituito da una caldaia a condensazione, avente un rendimento di generazione medio pari a 1.01, applicando le dovute conversioni (1mc gas metano equivale a circa 9.6 Kwh), il consumo stagionale digas metano per il solo riscaldamento invernale risulta pari a circa 1486 mc, ovvero a circa 1490 smc; considerato un prezzo medio del gas (regione Puglia, anno 2018) pari a circa 0.80 €/smc, ne risulta una spesa complessiva pari a circa 1200 euro l’anno.



GENERATORE DI CALORE POMPA IDRONICA.

Supponiamo un generatore costituito da una pompa di calore idronica inverter (PdC), avente un rendimento (minimo) pari a circa 3.5 (t mandata 55° C, t esterna > 5°C); l’energia elettrica necessaria per il riscaldamento invernale sarà pari a circa 4700 kwh, ovvero si stima una spesa complessiva annuale pari a circa 1180 euro (considerato un costo medio di 0.25 €/kwh).


COSTI.

Il costo di una caldaia a condensazione, compresa installazione, è pari a circa 2.500 euro; il costo di una pompa di calore della potenza considerata nell'esempio, compresa installazione, è pari a circa 6.500 euro.

CONCLUSIONI.

È evidente che l’adozione di una PdC non consente un risparmio economico rispetto all'utilizzo di una caldaia a gas metano a condensazione; è comunque opportuno segnalare che i consumi della pompa di calore stimati sono riferiti alla condizione di minimo rendimento, ovvero sono calcolati prudenzialmente considerando la costante presenza di basse temperature esterne invernali (condizione che in realtà si verifica solo durante alcune ore della notte).

C’è da considerare che in alcune zone d’Italia le temperature invernali sono piuttosto miti e che il dispendio di energia impiegato durante i limitati giorni in cui la temperatura scende sotto i 6 gradi può essere compensato da temperature ben al di sopra di tale soglia registrate durante soprattutto le ore giornaliere (laddove il rendimento della PdC aumenta).

La PdC può essere collegata con gli impianti tradizionali con radiatori o abbinata ai ventilconvettori; essa presenta il vantaggio di poter essere utilizzata anche come macchina per il raffrescamento estivo.
Si noti comunque che l’impiego di una pompa di calore idronica risulta conveniente rispetto all’utilizzo di caldaie tradizionali se la temperatura dell’aria esterna durante i mesi invernali e le ore di accensione non scende mediamente al di sotto dei 5°C.

..e se la pompa di calore si abbina ad un classico impianto fotovoltaico (3kw)?

L'impianto fotovoltaico produrrebbe mediamente 4500 kwh/anno (in un anno solare, in Puglia) e quindi non sarebbe sufficiente a soddisfare la richiesta di energia relativa al generatore (4700 kwh impiegati nei soli mesi invernali). Sarebbe inoltre necessario accumulare l’energia prodotta dal sistema, parte della quale verrebbe impiegata nelle ore (notte o sera) in cui l’impianto fotovoltaico non produce.

In conclusione le PdC per il riscaldamento invernale possono rappresentare una valida alternativa ai classici sistemi di riscaldamento alimentati con gas metano:
- quando sono abbinati ad un impianto fotovoltaico di media grandezza, dotato di sistemi di accumulo di energia;
- quando il fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale è modesto, ovvero in presenza di un buon involucro edilizio, quali edifici dotati di una buona classe energetica (costruzioni di recente realizzazione o sottosposte a ristrutturazioni energetiche);
- negli impianti di riscaldamento a bassa temperatura (quali sistemi di riscaldamento a pavimento), laddove le più basse temperature di mandata dell'acqua comportano in generale una maggiore resa delle PdC;
- in abbinamento a caldaie a condensazione e collettori solari (generazione ibrida).

Commenti

Post popolari in questo blog

Depurazione dell’aria da microorganismi, virus, batteri e inquinanti: come vivere in ambienti più sani e più igienici.

Per conseguire elevati standard ambientali, per quanto concerne l'aria che respiriamo, esistono sostanzialmente cinque tecniche di trattamento, molto spesso abbinate tra loro: FILTRAZIONE DELL’ARIA. È la procedura che consente di purificare l’aria trattenendo le polveri sottili in essa contenute; in particolare la filtrazione risulta efficace per ridurre le quantità di PM10 e PM2.5 dovute all’inquinamento ambientale da traffico veicolare e combustione di idrocarburi e sostanze di vario genere (tra cui anche il fumo da sigaretta). Possono inoltre abbattere concentrazioni di acari, pollini, muffe e altri allergeni contenuti nell'aria. I filtri utilizzati sono del tipo stratificato in microfibra e spesso includono uno strato di carboni attivi che facilita l’assorbimento degli inquinanti e riduce sensibilmente le sostanze odorigene contenute nell’ambiente. La filtrazione dell’aria è attuata mediante purificatori d’aria dotati di filtri antipolvere e ad alta effic

Ricerca cause di infiltrazioni d’acqua e perdite in tubazioni: tecniche e metodologie.

Premessa.  La riuscita di ogni metodo diagnostico dipende dal contesto e pertanto, anche nei casi più semplici, dovrò considerare una certa probabilità di insuccesso. Per chiarire questo aspetto ai clienti, solitamente ricorro al alla similitudine del malato che deve sottoporsi ad una serie di indagini al fine di scoprire le cause del suo male; c’è il rischio, ed a volte accade, in effetti, che il medico curante possa prescrivere una serie di esami dai quali però non sia possibile risalire alle cause della patologia. Ispezione termografica di una facciata di un fabbricato. Nella ricerca delle infiltrazioni d’acqua o delle cause dell’umidità si può ricorrere a vari metodi diagnostici, tra i quali, i più diffusi, sono quelli della termografia, della geofonia e del rilevamento tramite gas o liquidi traccianti ; vediamone le differenze sostanziali. TERMOGRAFIA : tecnica che consente di rilevare anomalie lavorando nel campo dell’infrarosso; si avvale di uno strumento deno

Superbonus e limiti di spesa ammissibili: non è tutto oro ciò che luccica.

Così potremmo sintetizzare ciò che vorremmo chiarire in merito alle spese massime ammissibili in caso di lavori di riqualificazione energetica con accesso al Superbonus (detrazione, cessione del credito o sconto in fattura al 110%). Con il cosiddetto "Decreto Requisiti Minimi" si definiscono i limiti di spesa in relazione ai vari interventi possibili ed al tipo di immobile; all'art. 13 del suddetto decreto si prevede la possibilità di far rientrare nei predetti limiti di spesa anche le spese professionali.   Quindi, nei limiti di spesa previsti, devono rientrare: - il costo dei materiali (scelti secondo specifici criteri, i cosiddetti CAM); - il costo della manodopera; - i costi professionali (tra cui diagnosi energetica, progettazione e direzione lavori, computi metrici-estimativi, sicurezza cantiere, asseverazioni e pratiche Enea). Per ciascuna voce di costo sopra elencata sono previsti specifici limiti e criteri di valutazione; nel caso delle competenze tecniche,