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Come e quanto deumidificare un ambiente umido: pro e contro dei più comuni sistemi in commercio; VMC, Climatizzazione e Deumidificazione.


Un cliente chiede di verificare le condizioni ambientali di un piccolo monolocale in cui è installata una vasca idromassaggio; in particolare, si vuole evitare che nella stanza si verifichi eccessiva umidità, che possa pregiudicare la salute e il comfort degli occupanti.


Preliminarmente, facciamo riferimento agli standard relativi ai ricambi dell’aria consigliati negli ambienti in base alla loro destinazione d’uso; secondo i medesimi, in un semplice bagno dovrei assicurare almeno 8 volumi l’ora; per un ambiente domestico, quale un soggiorno, ad esempio, i ricambi d’aria si riducono a 4 volumi l’ora; per piscine coperte, i ricambi d’aria consigliati sono pari a 20 volumi l’ora. Quest’ultimo valore sembra inizialmente eccessivo e quindi mi addentro verso alcune considerazioni tecniche, al fine di verificare se le predette indicazioni sono attendibili e valide nel caso in oggetto.

Indicazioni norme UNI sui ricambi d'aria.

Parte dell’acqua calda contenuta nella vasca evapora nell'ambiente, andando gradualmente ad incrementare il livello di umidità contenuto nell'aria.

Nel caso in esame (per una vasca di circa 3,5 mq), l’entità dell’evaporazione non è affatto trascurabile, poiché essa risulta pari a circa 0,8 kg/h; ciò significa che, ogni ora, poco meno di un litro d’acqua evapora nell'ambiente!

Nell'ipotesi di essere in un ambiente riscaldato a 20°C, dovendo garantire un’umidità relativa mai superiore (per ragioni di benessere), al 65%, scopro che la quantità di vapore immessa nell'ambiente (circa 800 grammi l'ora) farebbe arrivare l’aria a saturazione in meno di un’ora!

Nell'ipotesi (piuttosto ottimista) che metà di questo vapore sia smaltito attraverso l’apertura delle finestre e ipotizzando la non perfetta permeabilità dell’involucro edilizio, la saturazione dell’ambiente si raggiungerebbe in circa, massimo, un paio d’ore.

Ciò vuol dire che devo assicurare un ricambio d’aria pari ad almeno un paio di ricambi l'ora; se considero la produzione del vapore legata all'attività umana e a quelle correlate all'utilizzo domestico del locale (cucina, lavaggio indumenti, doccia), dovrò prudenzialmente aumentare il numero di ricambi d’aria ad almeno il doppio (4 vol/h).

La stima è stata effettuata nella sola ipotesi, però, di avere un’aria all'esterno con un tasso di umidità ragionevolmente più basso di quello interno; in alcuni periodi dell’anno ciò non è sempre vero. Ecco giustificati, quindi, i più alti valori di ricambio dell’aria indicati dalle norme; nel caso in esame consiglio di mantenere un ricambio dell’aria ben superiore ai 4 vol/h stimati; ciò può conseguirsi attraverso una ventilazione meccanica controllata VMC, con recuperatore di calore per contenere le dispersioni energetiche.

Macchina VMC a doppio flusso.

Se invece volessimo solo trattare l’aria interna, estraendo da essa il vapore in eccesso, dovremmo utilizzare un deumidificatore, della portata di almeno 20 litri al giorno (per la sola vasca). Questa soluzione potrebbe sembrare la più semplice e la più economica, poiché un deumidificatore ha un costo nettamente inferiore ad un impianto di VMC; ma potrò considerare pulita e salutare l’aria dell’ambiente? Basterebbe riflettere sul fatto che un essere umano immette in ambiente, attraverso la sua respirazione, anidride carbonica, per comprendere subito che i soldi spesi per installare una VMC sono soldi ben spesi.

Ciclo frigorifero di un climatizzatore o di un deumidificatore.

Ad essere più precisi, dovrei pensare che i sistemi citati, in realtà, assolvono a funzioni diverse: la VMC assicura un ricambio d’aria necessario ad abbattere l’aria viziata e, in parte, a ridurre l’umidità ambientale; il deumidificatore abbatte l’umidità in eccesso. 

In conclusione, abbinare i due dispositivi risulta la soluzione ottimale: laddove la VMC non fosse sufficiente a smaltire il vapore in eccesso, la deumidificazione dell’aria assicurerà il comfort ambientale richiesto.

Comfort ambientale con climatizzatori utilizzati in deumidificazione.

Il climatizzatore in deumidificazione funziona bene in estate ma non in inverno..

I classici climatizzatori a parete, dotati di uno split interno e una macchina refrigerante esterna, sono dotati di un sistema di deumidificazione dell’aria. Gli stessi, potrebbero essere dunque utilizzati, oltre che per climatizzare l’ambiente, per deumidificarlo.

Esempio di deumidificatore standard a ciclo frigorifero.


C’è un però: mentre in estate la deumidificazione dell’ambiente risulta un’operazione piuttosto piacevole (poiché riesce ad abbinarsi ad un minimo di raffrescamento dell’ambiente, dell’ordine di qualche grado), in inverno la deumidificazione tramite climatizzazione risulta sconfortevole. Ciò perché, per condensare il vapore acqueo contenuto nell’aria, lo scambiatore dello split dovrà trovarsi sempre ad una temperatura inferiore a quella dell’aria dell’ambiente, determinando una fastidiosa sensazione di 'corrente fredda'

Il disagio può attenuarsi installando nell'ambiente un deumidificatore ad hoc, cioè un sistema nel quale, sia la macchina esterna (condensatore) che quella interna (evaporatore) risiedono nella stanza da trattare. 

In questo modo la temperatura dell’aria trattata risulterà prossima a quella ambiente, poiché il bilancio energetico (freddo all'evaporatore e caldo al condensatore) sarà più o meno compensato dal calore prodotto dal sistema; anzi, la temperatura dell’aria dell’ambiente tenderà anche a salire di qualche grado, rendendo più piacevole la permanenza nell'ambiente.  

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STUDIO SANTORO INGEGNERIA 

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