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Come l’energia reattiva incide sui costi dell’energia elettrica.


Cos'è l’energia reattiva.

La nostra rete elettrica è caratterizzata da una corrente alternata di tipo sinusoidale avente una frequenza pari a 50 Hertz; questa corrente viene utilizzata per gli usi più disparati, quali l’alimentazione di elettrodomestici, di motori e macchinari di vario genere, dell’illuminazione (utilizzatori).

Schema variazione corrente, tensione e potenze nel tempo, nel regime alternato sinusoidale.

Tuttavia, non tutta l’energia elettrica somministrata ad un utilizzatore può essere trasformata in energia utile; ad esempio, un motore elettrico potrà assorbire 1 Kw ma rendere, sotto forma di energia meccanica, solo 800 watt; la potenza utile fornita viene denominata energia reale o energia attiva, per distinguerla da quella parte di energia che non produce alcun effetto utile, denominata energia reattiva. Energia attiva ed energia reattiva concorrono a determinare la cosiddetta potenza apparente; lo sfasamento tra tensione e corrente determina il cosiddetto fattore di potenza, in base al quale è possibile stabilire la quota parte di energia reattiva (non utile) presente nell'impianto.

Triangolo delle potenze.

La presenza di energia reattiva in un impianto è sinonimo della presenza di utenze in cui c’è una concentrazione di circuiti induttivi e capacitivi, che possiamo trovare tipicamente in motori e trasformatori elettrici.

Il costo dell’energia reattiva.

L’energia reattiva comporta un onere per l’ente di distribuzione, poiché la sua presenza induce una maggiore quantità di corrente da trasportare attraverso le linee elettriche. Per limitare tale inconveniente (per non sovraccaricare la rete elettrica), in tutti i casi in cui esiste una quantità considerevole di energia reattiva, si ricorre ad un rifasamento del circuito-impianto ricorrendo ad opportuni sistemi (condensatori elettrici). 

Per gli impianti in bassa tensione e con potenza impegnata maggiore di 15 kW, si ricorre (per legge) al rifasamento quando il fattore di potenza medio mensile è inferiore a 0,7; quando il fattore di potenza medio mensile è compreso tra 0,7 e 0,95 non c'è l'obbligo di rifasare l'impianto ma l'utente paga una penale per l'energia reattiva; quando il fattore di potenza medio mensile è superiore a 0,95 non c'è l'obbligo di rifasare l'impianto e non si paga nessuna quota d'energia reattiva.

Termogramma di un motore elettrico - verifica del suo funzionamento.

L'energia reattiva nelle bollette elettriche.

Nelle bollette elettriche è sempre specificata l’energia reattiva e da essa si può risalire al fattore di potenza; per farsi un’idea di quanta energia inutile viaggia nel nostro impianto potremo, quindi, andare a leggere questi valori e ponderarli sulla base delle considerazioni anzidette; i corrispettivi per eccessivo utilizzo di energia reattiva, stabiliti dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, sono fissati (come visto) in base alla tipologia contrattuale; ad oggi, per gli impianti domestici (entro i 3 KWp) non c’è un limite di legge da rispettare. 

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